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Simonetta Coccia relatrice al convegno F.I.D.A.P.A del 4 maggio 2016

da Tuscia Times del 4 maggio 2016

di MARIA ANTONIETTA GERMANO –

 

VITERBO – I racconti di vita vissuta toccano sempre il cuore. Ieri pomeriggio, nell’ambito del ciclo di conferenze “Le donne si raccontano” promosse dalla Fidapa Sezione di Viterbo (Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari), si è tenuto  a Palazzo Brugiotti l’ultimo incontro prima dell’estate, dal titolo “Donne d’Impresa”. L’iniziativa ha il patrocinio del Comune di Viterbo, della Provincia e della Fondazione Carivit.

SimonettaCoccia ConvegnoFidapa 4mag2016 SalumificoCoccia

Questa volta si sono sedute al tavolo dei relatori due toste, gagliarde, coraggiose e tecnologiche donne: Tiziana Governatori e Simonetta Coccia, che con caparbietà e passione hanno intrapreso, in settori diversi, un lavoro da sempre governato dagli uomini, e sono entrate spedite nel mondo dell’impresa. Le parole d’ordine sono: tecnologia, innovazione, squadra e fare Rete.  Oggi l’imprenditoria non è di genere. Su 10mila imprese, 154 sono guidate da donne.

Sui giovani volti di Tiziana Governatori e Simonetta Coccia non ci sono segni di durezza, anche se il loro sguardo è determinato.

Entrambe provengono da famiglie di imprenditori che hanno tracciato la strada, ma è grazie alla loro passione che sono riuscite ad arrivare.  Ed hanno raccontato in modo semplice e spontaneo parte della loro vita, che oggi si può definire un successo.

Ha aperto i lavori Maria Teresa Lecchini presidente della Sezione viterbese Fidapa, i saluti sono giunti da Mario Brutti, presidente della Fondazione Carivit che ospita gli incontri, dall’assessore alla Cultura di Viterbo Antonio Delli Iaconi e dal presidente della Camera di Commercio di Viterbo Domenico Merlani. In sala, tra le tante imprenditrici, anche la consigliera comunale Daniela Bizzarri e la vicepresidente Fidapa Giuseppina Del Signore.

 

Tiziana Governatori (General manager Hotel Salus Terme e testimonial del Marchio Tuscia Viterbese) è la prima a parlare. Si toglie gli occhiali e mostra un video promozionale sul suo moderno e bell’albergo. Un fiore all’occhiello per Viterbo. “Prima vendevo case, ora vendo camere”, dice sorridendo. Parla con umiltà della sua esperienza maturata in tre anni che ha portato a creare nella sua struttura alberghiera un team di persone che funzionano, “siamo signori che servono altri signori” è il suo motto. Un lavoro difficile in un mercato in continua crescita. Bisogna rapportarsi giornalmente al web dove appaiono critiche e plausi per l’accoglienza, la struttura, il servizio di tutti gli alberghi. Per crescere si deve fare Rete. E lancia una sfida che forse la renderà impopolare: bisogna cambiare la parola “Tuscia”, utilizzata da sempre per indicare il territorio che non ha portato grande successo, la Tuscia non la conosce nessuno. E’ ora di pensarne una nuova che attiri anche ospiti stranieri. Il percorso è iniziato.  Calorosissimi gli applausi.

 

Il microfono passa a Simonetta Coccia, proprietaria con le sorelle dell’Azienda Coccia. E qui arriva la commozione perché lei dedica al padre Sesto, ormai scomparso, tutto il successo che sta ottenendo sul mercato agroalimentare. Sul video scorrono, con un sottofondo di una canzone di Baglioni, alcune vecchie immagini della fattoria (1957), produttrice di carni e insaccati ottenuti dai loro allevamenti. Molte volte si sente sola, le manca il padre, ma con le sorelle si rimbocca le maniche, si fa forza e va avanti. Anche per lei il rapporto con i dipendenti (oggi ne ha 15) è importante, perché quando si lavora bene insieme, si possono fare progetti e guardare il futuro. Bisogna lottare tutti i giorni. La strada è tracciata. “L’Amministrazione dovrebbe aiutare gli imprenditori e non il contrario”, dice convinta. I prodotti a Marchio Tuscia, di cui la sua azienda fa parte, hanno varcato i confini nazionali. In ballo c’è un’idea di portarli negli Stati Uniti, aspetta fiduciosa l’iter del percorso. Intanto ha ideato un nuovo prodotto con il nome “Guanciamia” e ha registrato il marchio. Poi si vedrà. www.cocciasesto.it    Applausi e ancora applausi.

 

A supporto delle due brillanti imprenditrici, è intervenuta Serenella Papalini, Presidente del Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di Commercio che dal suo punto di osservazione, ha posto l’accento sulle iniziative e i successi già portati a termine da tante donne che partecipano agli incontri e portano progetti. Alcuni hanno vinto un bando della Regione Lazio per Startup femminili. Le 10 idee vincitrici saranno premiate il 20 maggio. E invita per i saluti due delle vincitrici: Caterina Fiorini (progetto sui giardini etruschi) e Adriana Coelho (asilo nido per bambini in difficoltà).

 

Le conclusioni sono state affidate alla socia carismatica Chiara Frontini che sta svolgendo un enorme lavoro come responsabile Task Force Entrepreneurship Centro Fidapa e con la sua bravura e competenza ha già portato nella Tuscia molte imprenditrici straniere. Anche per lei importante è fare Rete per scambiarsi progetti partecipativi e idee innovative.

 

La conferenza termina con un omaggio floreale, tra gli applausi e foto ricordo.

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di MARIA ANTONIETTA GERMANO –

VITERBO – I racconti di vita vissuta toccano sempre il cuore. Ieri pomeriggio, nell’ambito del ciclo di conferenze “Le donne si raccontano” promosse dalla Fidapa Sezione di Viterbo (Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari), si è tenuto  a Palazzo Brugiotti l’ultimo incontro prima dell’estate, dal titolo “Donne d’Impresa”. L’iniziativa ha il patrocinio del Comune di Viterbo, della Provincia e della Fondazione Carivit.

Questa volta si sono sedute al tavolo dei relatori due toste, gagliarde, coraggiose e tecnologiche donne: Tiziana Governatori e Simonetta Coccia, che con caparbietà e passione hanno intrapreso, in settori diversi, un lavoro da sempre governato dagli uomini, e sono entrate spedite nel mondo dell’impresa. Le parole d’ordine sono:tecnologia, innovazione, squadra e fare Rete.  Oggi l’imprenditoria non è di genere. Su 10mila imprese, 154 sono guidate da donne.

Governatori, Lecchini, Coccia, Papalini (foto MAG)

Governatori, Lecchini, Coccia, Papalini (foto MAG)

Sui giovani volti di Tiziana Governatori e Simonetta Coccianon ci sono segni di durezza, anche se il loro sguardo è determinato. Entrambe provengono da famiglie di imprenditori che hanno tracciato la strada, ma è grazie alla loro passione che sono riuscite ad arrivare.  Ed hanno raccontato in modo semplice e spontaneo parte della loro vita, che oggi si può definire un successo.

Ha aperto i lavori Maria Teresa Lecchini presidente della Sezione viterbese Fidapa, i saluti sono giunti da Mario Brutti,presidente della Fondazione Carivit che ospita gli incontri, dall’assessore alla Cultura di Viterbo Antonio Delli Iaconi e dal presidente della Camera di Commercio di ViterboDomenico Merlani. In sala, tra le tante imprenditrici, anche la consigliera comunale Daniela Bizzarri e la vicepresidente Fidapa Giuseppina Del Signore.

Delli Iaconi e Merlani (foto MAG)

Delli Iaconi e Merlani (foto MAG)

Tiziana Governatori (General manager Hotel Salus Terme e testimonial del Marchio Tuscia Viterbese) è la prima a parlare. Si toglie gli occhiali e mostra un video promozionale sul suo moderno e bell’albergo. Un fiore all’occhiello per Viterbo. “Prima vendevo case, ora vendo camere”, dice sorridendo. Parla con umiltà della sua esperienza maturata in tre anni che ha portato a creare nella sua struttura alberghiera un team di persone che funzionano, “siamo signori che servono altri signori” è il suo motto. Un lavoro difficile in un mercato in continua crescita. Bisogna rapportarsi giornalmente al web dove appaiono critiche e plausi per l’accoglienza, la struttura, il servizio di tutti gli alberghi. Per crescere si deve fare Rete. E lancia una sfida che forse la renderà impopolarebisogna cambiare la parola “Tuscia”, utilizzata da sempre per indicare il territorio che non ha portato grande successo, la Tuscia non la conosce nessuno. E’ ora di pensarne una nuova che attiri anche ospiti stranieri. Il percorso è iniziato.  Calorosissimi gli applausi.

Il microfono passa a Simonetta Coccia, proprietaria con le sorelle dell’Azienda Coccia. E qui arriva la commozione perché lei dedica al padre Sesto, ormai scomparso, tutto il successo che sta ottenendo sul mercato agroalimentare. Sul video scorrono, con un sottofondo di una canzone di Baglioni, alcune vecchie immagini della fattoria (1957), produttrice di carni e insaccati ottenuti dai loro allevamenti. Molte volte si sente sola, le manca il padre, ma con le sorelle si rimbocca le maniche, si fa forza e va avanti. Anche per lei il rapporto con i dipendenti (oggi ne ha 15) è importante, perché quando si lavora bene insieme, si possono fare progetti e guardare il futuro. Bisogna lottare tutti i giorni. La strada è tracciata. “L’Amministrazione dovrebbe aiutare gli imprenditori e non il contrario”, dice convinta. I prodotti a Marchio Tuscia, di cui la sua azienda fa parte, hanno varcato i confini nazionali. In ballo c’è un’idea di portarli negli Stati Uniti, aspetta fiduciosa l’iter del percorso. Intanto ha ideato un nuovo prodotto con il nome “Guanciamia” e ha registrato il marchio. Poi si vedrà.www.cocciasesto.it    Applausi e ancora applausi.

A supporto delle due brillanti imprenditrici, è intervenuta Serenella Papalini, Presidente del Comitato per l’imprenditoria femminile della Camera di Commercio che dal suo punto di osservazione, ha posto l’accento sulle iniziative e i successi già portati a termine da tante donne che partecipano agli incontri e portano progetti. Alcuni hanno vinto un bando della Regione Lazio per Startup femminili. Le 10 idee vincitrici saranno premiate il 20 maggio. E invita per i saluti due delle vincitrici: Caterina Fiorini (progetto sui giardini etruschi) e Adriana Coelho (asilo nido per bambini in difficoltà).

Le conclusioni sono state affidate alla socia carismatica Chiara Frontini che sta svolgendo un enorme lavoro come responsabile Task Force Entrepreneurship Centro Fidapa e con la sua bravura e competenza ha già portato nella Tuscia molte imprenditrici straniere. Anche per lei importante è fare Rete per scambiarsi progetti partecipativi e idee innovative.

La conferenza termina con un omaggio floreale, tra gli applausi e foto ricordo.

                     
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